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Siglato il Patto per la Cultura per la città metropolitana

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Siglato il Patto per la Cultura per la città metropolitana
patto per la cultura
20-06-2014

“Non è vero che con la cultura non si mangia. In Italia ci sono tante città ricche, grazie al notevole patrimonio culturale del passato che hanno saputo valorizzare.”
Lo ha detto il Sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, nella sala consiliare di Palazzo dei Bruzi, concludendo la tavola rotonda, promossa dall’Amministrazione comunale sul tema “La cultura a Cosenza tra il prestigio del passato, il disegno del futuro e la creazione del distretto culturale dell’area urbana”, nell’ambito della giornata-incontro sul “Patto per la Cultura”, per rilanciare la città di Cosenza verso un nuovo e possibile rinascimento civico e urbano.
Scopo dell’incontro anche quello di creare le condizioni perché anche sul terreno della pianificazione e programmazione culturale si arrivi a ragionare in termini di area urbana o, meglio ancora di città metropolitana, attraverso un riposizionamento al centro del proprio impegno comune e condiviso delle attività culturali, avendo ben chiaro l'obiettivo di concorrere, attraverso di esse, alla crescita della comunità e alla liberazione delle energie creative.
“L’iniziativa di oggi – ha proseguito Occhiuto – è la modalità più idonea per siglare ed avviare concretamente, tra tutti i soggetti in campo (istituzioni, associazioni e singoli operatori culturali), un patto che porti il territorio dell’area urbana ad essere rilanciato. Dobbiamo sviluppare una riflessione – ha aggiunto il primo cittadino di Cosenza – che deve partire dal passato e dalle risorse che abbiamo ereditato anche ragionando su quelle che sono le possibilità offerte dalle nuove tecnologie”.
Occhiuto ha indicato come elemento decisivo e importante considerare la città come una città unic. “E’ importante che i cittadini dell’area urbana abbiano questa percezione. Non soffro di complessi di inferiorità e l’ho dimostrato, sin dall’inizio, aprendo la città a tutti, indipendentemente dalle appartenenze. La cultura – ha detto ancora il Sindaco – ha un carattere pervasivo, è coinvolgimento, contaminazione, ma è anche testimonianza del grado di civiltà di una civitas divenendo partecipe dei suoi processi di trasformazione e di gestione. Ecco perché come Amministrazione comunale abbiamo avviato una serie di buone pratiche, di cui non farò l’elencazione, ma anche processi di formazione della coscienza civica con cui quali vogliamo concorrere al progresso dell’uomo”. Nel corso della tavola rotonda Occhiuto ha anche riparlato del centro storico e della sua valorizzazione. “Negli anni il centro storico – ha affermato Occhiuto – è stato oggetto di politiche attive in virtù delle quali, consapevolmente o inconsapevolmente, si è nel tempo svuotato. Non possiamo nel giro di un anno invertire il processo, perché bisogna portare avanti politiche attive in controtendenza che richiedono tempo e che noi abbiamo comunque contribuito ad avviare”.
L’incontro di Palazzo dei Bruzi era stato introdotto dall’Assessore alla Cultura Geppino De Rose, tra i promotori dell’iniziativa.
“Abbiamo pensato – ha affermato in apertura De Rose - di raccogliere la prima fila delle responsabilità istituzionali per lanciare un appello che è anche una chiamata alle idee. L’abbiamo definito Patto per la cultura non a caso in quanto siamo alla vigilia di una stagione di grandi opportunità, ma anche di bilanci amari: i due miliardi di euro del budget Italia che sono davvero nulla rispetto agli 8 tedeschi. Come comune capoluogo abbiamo la netta impressione che sia possibile e necessario un rilancio della cultura quale motore di sviluppo della nostra area urbana . Lo ripetiamo ormai da tempo e continuiamo anche un po’ ossessivamente a ripeterlo perché conosciamo bene il nostro nemico: il pensiero unico. Ma non quello scolarizzato in modo volgare e disinvolto, anche un po’ spocchioso, che vede nell’equazione liberismo-globalizzazione-pensiero unico la causa di tutti i mali. Un nemico complesso, mutante – lo ha definito De Rose. E’ un transformer perché riduce le ambizioni, perché predefinisce l’orizzonte cognitivo ed emotivo, mina le passioni, omologa, standardizza, dicotomizza le realtà, trasformandoci in hegeliani senza sintesi. O stai con noi qui, o stai dall’altra parte. Diventi diverso. Ecco perché la diversità diventa conflitto culturale: perché la viviamo in chiave di appartenenza. E’ questa la tragedia del pensiero unico.
Abbiamo chiesto – ha detto ancora l’Assessore alla cultura del Comune di Cosenza - a tutti i protagonisti della filiera culturale di venire qui, di guardarci negli occhi. Siamo nelle condizioni di immaginare una proposta culturale che per la prima volta possa essere una proposta di un distretto culturale. La cultura non si fa con i perimetri della rappresentanza geografica. Vogliamo fare cultura all’interno di una dimensione un po’ più larga. Abbiamo voluto lanciare questa tentazione: legare l’identità alla sostenibilità che diventano due driver di uno sviluppo culturale che è possibile, che ci pone di fronte a delle scelte importanti. Anche sulla smart city abbiamo condotto una battaglia importante, ma la prima cosa che ci è stata chiesta è stata quella relativa al bacino di riferimento. Allora, o il bacino di riferimento è il più largo possibile o altrimenti non si riesce a declinarla con le potenzialità che questo richiede. La tecnologia e la cultura devono diventare in parallelo i momenti fondativi. Anche sui nuovi fondi strutturali, se arriviamo in ordine sparso e non siamo in grado di immaginare un pacchetto culturale nel quale l’offerta culturale diventa l’offerta di tutti, a 360 gradi, non andremo da nessuna parte. Dobbiamo quindi ragionare non in una logica di sistema, ma di rete. Che significa integrare diversità, senza primati politici e territorial. C’è un territorio – ha concluso De Rose -che deve per la prima volta imparare ad esprimere la capacità di genesi di linguaggi comuni ed è su questi linguaggi che bisogna giocare la battaglia della ripresa della cultura”.
Alla tavola rotonda ha preso parte anche l’Assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri che ha sottolineato come “il Patto per la cultura come fattore di sviluppo economico è la premessa dello sviluppo sociale e culturale. Occorre mettere insieme istituzioni pubbliche e private, atteso il ruolo importante che hanno i privati nella promozione culturale.
Bisogna – ha aggiunto Caligiuri -lavorare insieme, programmare insieme , fare insieme. Nulla succede a caso, per la magia del mondo. Ecco spiegato perché un’iniziativa di questa portata si tenga a Cosenza, centro di produzione culturale tra i più importanti del Regno di Napoli”.
In un passaggio del suo intervento Caligiuri si è soffermato sulla programmazione del POR 2014-2020 . A questo proposito l’assessore regionale alla Cultura ha ribadito la necessità di valorizzare gli investimenti. “Bisogna lavorare in un’ottica intersettoriale. La cultura si lega col turismo, l’artigianato, con la ricerca e la formazione. Bisogna raccordare pubblico e privato. L’iniziativa di oggi dimostra due cose: che la cultura è una parola magica perché unisce la terra al cielo e che la cultura non è di destra, né di sinistra, ma è in alto. Il futuro non si aspetta, il futuro si prepara”.
Pieno sostegno alla concretizzazione dell’area urbana sotto il profilo culturale è stato espresso anche dal Rettore dell’Università della Calabria Gino Mirocle Crisci.
“Noi siamo pronti a qualsiasi iniziativa si voglia prendere - ha detto il Rettore. Noi abbiamo la configurazione di città metropolitana, non abbiamo ancora i numeri, ma abbiamo la struttura per fare questo. Era ora che si arrivasse a definire l’area urbana con un unicum che deve servire i cittadini. La cultura viaggia un metro avanti a tutto il resto. Facciamo cominciare questo discorso sulla città metropolitana incominciando dalla Cultura. L‘Università è pronta già da tempo. Adesso diamo concretezza ai nostri propositi con la creazione di una commissione o di un gruppo di studio. L’Università è disponibile con tutto il suo potenziale che non è basso.”.
Per il Presidente della Fondazione Premio Sila Enzo Paolini “La cultura è il motore della convivenza civile, non è una sommatoria di eventi. E’ il network che serve e in questo senso è benemerita l’iniziativa di questa mattina, purché non si limiti ad una mera elencazione. La cultura non è solo musica, teatro, libri e beni culturali, vuol dire anche scuola, urbanistica, sanità, stato sociale, sport. Occorre promuovere l’intersezione tra le diverse esperienze, in modo tale da fare sintesi e sprigionare le proposte che ognuno è in grado sprigionare. Non è necessario dare contributi o non è l’unica cosa che serve.
Dobbiamo fare il primo passo per tentare di colmare una distanza percepibile ed evidente con la cittadinanza. Scopo del Premio Sila è la promozione del racconto civile del nostro Paese, quello cui pensavano i fondatori del premio, gente illuminata come Giacomo Mancini, Mauro Leporace e Raffaele Cundari.
Lo scopo delle istituzioni deve essere la crescita complessiva della propria comunità”.

All’incontro ha partecipato anche Franco Dionesalvi, direttore artistico del Festival Invasioni.
Anche Dionesalvi ragiona in prospettiva ed immagina che l’anno prossimo “Invasioni” vada a invadere Rende, Castrolibero, Montalto. “Lo spirito di Invasioni – spiega - è quello di sviluppare interconnessioni, intrecci, collaborazioni”.
La manifestazione si svolgerà dal 10 al 20 settembre prossimi. “La sua filosofia – ha detto ancora Dionesalvi – è che segni qualcosa di particolarmente profondo per i cittadini e per il territorio, rendendoli protagonisti e incarnando lo spirito di una comunità. Invadere e lasciarsi invadere, lo spirito è questo.
Quest’anno Invasioni – ha spiegato ancora il suo direttore artistico - avrà come sottotitolo “l’arte invade la mente” e sarà dedicata alla pittura e alla scultura. Per questa ragione invaderà la città a tanti livelli, sollecitando l’intelligenza creativa degli artisti cosentini . Tutte le scuole sarannoaperte , gli studenti esporranno le loro opere,e con loro anche i centri anziani, il centro di salute mentale e persino all’interno del carcere si darà la possibilità di liberare l’arte degli ospiti della casa circondariale. Ovviamente ci saranno i concerti e gli spettacoli, come ogni anno.
Tornando al tema principale del dibattito Dionesalvi ha ancora sottolineato che “la cultura è tante cose, con significati diversissimi. Può essere cassa di risonanza del potere politico, come ai tempi del Minculpop, ma la cultura è anche sviluppo turistico, economico, ma soprattutto può essere piena partecipazione, realizzazione di una democrazia compiuta”.
Oltre al Sindaco di Cosenza sono intervenuti anche i Sindaci di Rende Marcello Manna e di Castrolibero Giovanni Greco.
“Quando si parla di rinascimento civico e urbano, bisogna rimettere al centro il cittadino. Questo territorio e la cultura hanno un rapporto antico, quello che evoca istituzioni come l’Accademia cosentina, o i momenti di grande tensione morale e politica vissuti ai tempi del Centro Studi Pietro Mancini, luogo laico e democratico dove si svolgevano importanti iniziative, diretto da Tobia Cornacchioli, figura di altissimo livello culturale. E poi i teatri, quelli di tradizione, come il Rendano e quelli di ricerca, come l’Acquario e l’Università, autentico patrimonio questo territorio. Sarebbe stolto pensare a situazioni differenti, atteso che il territorio è contaminato dall’Università”.
La cultura è per Manna possibilità di cambiare il proprio destino e consapevolezza di essere portatori di diritti. L’impegno da parte nostra è massimo. Ora occorre concordare iniziative importanti che coinvolgano direttamente il cittadino”.
Per il Sindaco di Castrolibero Giovanni Greco quella odierna è “un’occasione di confronto che incoraggia l’approfondimento di un tema importante per il futuro delle nostre comunità, favorendo la conurbazione dei nostri territori. E’ giunto il tempo di attuare linee comuni di sviluppo indicando sulla base delle singole vocazioni territoriali, il ruolo che ogni area coinvolta dovrà avere.
La cultura, nelle sue componenti sia materiali che immateriali, si rivela sempre di più uno strumento indispensabile per la crescita economica”.
Altri contributi alla discussione sono venuti dall’Avv.Ernesto d’Ippolito, Presidente dell’Accademia Cosentina e della Biblioteca civica, da Antonella Calvelli, Direttore del Conservatorio “Stanislao Giacomantonio”, da Elvira Graziani, Direttore della Biblioteca Nazionale, da Walter Pellegrini, in rappresentanza della Fondazione “Attilio ed Elena Giuliani”, dal Prof.Alessandro Bianchi, Presidente del Distretto Tecnologico dei Beni Culturali della Calabria, dal Dott.Roberto Bilotti, rappresentante della famiglia Bilotti che ha donato alla città di Cosenza le opere del MAB.
Nella sessione pomeridiana è stato poi dato spazio all’universo associazionistico e cooperativistico attivo nei diversi segmenti operativi della realtà culturale cittadina e dell’area urbana e si è proceduto ad un primo censimento dei soggetti attivi.











 

Autore: Giuseppe Di Donna

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