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E-GOVERNMENT
Il Comune di Cosenza
partecipa al progetto "CE Comuni d'Europa".
Ente coordinatore Città di Terni
OBIETTIVO DEL PROGETTO
Realizzare una struttura di Front-office che consenta ai cittadini
ed alle imprese di utilizzare canali di comunicazione innovativi
ed al contempo semplici, per facilitare l’interazione
con gli Enti Locali.
LA SOLUZIONE PROPOSTA
Realizzazione di un CENTRO SERVIZI che offra:
Verso i cittadini e le imprese
-Un Portale Unico per l’erogazione di
Servizi üUn Contact Center telefonico
-La Gestione dei pagamenti Verso gli Enti: üCentralizzazione
dei Servizi comuni
-Instradamento dei Servizi di Enti già informatizzati
-Hosting dei Servizi di base per Enti non informatizzati
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Cosa prevede il progetto
(presentazione in Power-Point - scaricabile.zip)
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POLITICHE DEL GOVERNO
E-government
Il piano di azione del Governo
vai sul sito
del Ministro per l'Innovazioni e le Tecnologie (http://www.innovazione.gov.it/ita/egovernment/index.shtml)
Il Piano di azione
per la nuova economia
Un salto di qualità nel processo di innovazione tecnologica
nelle Pubbliche amministrazioni. Le nuove conquiste dell’informazione
e della tecnologia messe al servizio di un rapporto più
rapido, diretto e trasparente tra i cittadini e i vari livelli
di governo della cosa pubblica.
Questo è il significato del concetto di e_government
ed è, in estrema sintesi, l’oggetto del Piano
d’Azione presentato dal Ministro della Funzione Pubblica,
Franco Bassanini, al Comitato dei ministri per la Società
dell’informazione.
Il Piano d’Azione prevede tappe certe per raggiungere
nell’arco di tempo di 10-12 mesi e senza varare alcuna
nuova legge tre obiettivi generali:
-Migliorare l’efficienza operativa interna delle Amministrazioni.
-Offrire ai cittadini e alle imprese servizi integrati e non
più frammentati secondo le competenze dei singoli enti
di governo
-Garantire a tutti l’accesso telematico alle informazioni
e ai servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni.
Ai cittadini che richiedono un servizio non dovrà più
essere richiesto di fornire informazioni già a disposizione
della Pubblica amministrazione, seppure trasmesse in altra
occasione e ad altri Enti. E neanche di indirizzare la propria
richiesta all’Ufficio di stretta competenza, secondo
un’articolazione dell’Amministrazione che i cittadini
non sono tenuti a conoscere. Dovrà cadere anche il
vincolo territoriale, che oggi consente di rivolgersi solo
all’Ente competente secondo la residenza anagrafica.
Per fare un esempio concreto: basterà comunicare il
cambio di residenza o le variazioni anagrafiche una sola volta
a un unico sportello di front office, che ne informerà
tutte le amministrazioni interessate.
Protagoniste dell’innovazione dovranno essere le amministrazioni
locali, che nel modello decentrato e federale dello Stato
rappresenteranno il front-office dell’intero sistema
amministrativo a disposizione diretta dei cittadini, mentre
le amministrazioni centrali svolgono il ruolo per lo più
di back-office.
Saranno però coinvolte tutte le istituzioni del Paese,
a qualsiasi livello: oltre a Regioni, Province e Comuni, scuole,
ospedali, Asl, centri per l’impiego, camere di commercio…
Il costo totale previsto per la realizzazione dell’intero
Piano d’Azione è di 1.335 miliardi di lire.
Gli strumenti per l’e-government
Perché sia possibile integrare fra loro le attività
e le funzioni delle varie pubbliche amministrazioni, e perché
queste siano pienamente alla portata del cittadino-utente,
saranno predisposti tre strumenti fondamentali.
La rete nazionale, cioè
la rete Extranet che connette tra loro tutte le reti centrali,
regionali, locali, di categoria e di settore amministrativo,
quelle già esistenti e quelle in via di attivazione.
Tutti i soggetti pubblici connessi, a qualsiasi livello operino,
agiranno in condizione di parità nell’accesso
alle informazioni. La rete può costruirsi sulla base
di intese tra Governo, Regioni ed Enti locali miranti a costituire
una Extranet del sistema delle amministrazioni pubbliche.
La carta d’identità
elettronica. Dopo una prima sperimentazione in alcuni
Comuni che partirà questo autunno (100.000 carte d’identità),
si procederà entro l’arco di tempo prefissato
– 10-12 mesi – alla emissione di 1 milione di
carte d’identità utilizzabili anche per accedere
a servizi a carattere nazionale. La carta d’identità
elettronica non sarà solo il nuovo documento di riconoscimento
personale, ma darà anche al cittadino il diritto all’accesso
a tutti i servizi della Pubblica amministrazione erogati on-line.
La firma digitale, oramai
pienamente operativa, servirà per dare validità
giuridica a tutti quei rapporti tra le pubbliche amministrazioni
e i privati che la richiedono (transazioni economiche ma anche,
per esempio, le dichiarazione delle imprese a Inps, Inail
ecc.). Il Piano d’azione prevede azioni di promozione
e di diffusione delle firme tra i dipendenti pubblici che
possono firmare atti, tra i cittadini e tra le imprese.
Le azioni delle Amministrazioni
centrali
Compito delle Amministrazioni centrali è quello di
attivare nella rete un sistema di portali per consentire il
pieno accesso ai servizi e alle
informazioni.
Portale unificato delle norme,
con un motore di ricerca che conduca i cittadini a consultare
leggi, norme e decreti.
Portale unificato dei servizi
al cittadino, dove reperire moduli, compilare dichiarazioni,
trasmettere le richieste di servizio ed essere indirizzati
on-line allo specifico portale di ogni amministrazione. Da
qualsiasi parte del territorio nazionale, in maniera omogenea.
Finirà dunque la caccia, spesso difficile e talvolta
infruttuosa, ai moduli da acquistare: saranno stampati a casa,
oppure compilati, sottoscritti e spediti senza bisogno di
stampa. Gli sportelli di front-office dei Comuni saranno a
disposizione dei cittadini bisognosi di aiuto.
Portale per i servizi di certificazione,
perché i funzionari dello Stato possano verificare
in tempo reale la veridicità delle autocertificazioni.
Con il sistema a regime, anche le autocertificazioni non saranno
più necessarie: verranno sostituite dall’acquisizione
on-line dei dati da parte di ogni amministrazione. Non sarà
più il cittadino a dover certificare il proprio status,
ma l’Amministrazione a doverlo verificare al proprio
interno.
Portale per i servizi all’impiego,
per consentire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro
a livello regionale e nazionale. Chi cerca lavoro non dovrà
più passare attraverso le frustranti attese del vecchio
Ufficio di collocamento, ma troverà direttamente sulla
rete le opportunità più vicine ai suoi interessi.
Portale per i servizi alle imprese,
perché le aziende e le società possano trasmettere
per via telematica tutti i moduli e le comunicazioni richieste
dallo Stato per lo svolgimento delle loro attività,
e accedere a tutte le informazioni disponibili sul sistema
delle imprese.
Le azioni delle Amministrazioni locali
La necessità di garantire l’omogeneità
dei servizi in tutta Italia non impedisce a ogni singola Regione
di procedere all’innovazione secondo linee e strategie
proprie.
Compito principale delle Regioni sarà attivare –
come già in parte fatto – le rispettive reti
di interconnessione tra gli enti locali del proprio territorio.
Agli altri Enti, in particolare ai Comuni, spetta il compito
fondamentale di realizzare gli sportelli di front-office,
migliorando il rapporto diretto con i cittadini e le imprese,
abbattendo le attuali forti differenze tra la qualità
dei servizi erogati in una parte o in un’altra del Paese.
Anagrafe e Catasto
La interconnessione tra tutte le reti pubbliche consentirà
di dare vita a un indice delle
anagrafi, un vero e proprio indice dei cittadini italiani
gestito dal Ministero dell’Interno, cui i Comuni parteciperanno
nella fase di creazione e per gli aggiornamenti.
Analogamente saranno messe in rete a livello nazionale –
e quindi rese disponibili ai singoli Comuni, ai cittadini,
ai professionisti – le informazioni relative ai dati
catastali, con l’obiettivo di rendere disponibili
tutti i dati relativi al territorio e di rendere più
agevoli pratiche e verifiche relative alle posizioni Ici.
Ciò avverrà grazie allo scambio permanente di
dati tra Ministero delle Finanze e Comuni.
Acquisti pubblici e aste on line (e-procurement)
Come già largamente accade nel settore privato, le
Pubbliche amministrazioni possono conseguire notevoli obiettivi
di risparmio, maggiore rapidità e trasparenza delle
procedure e agevolazione della concorrenza acquisendo per
sé beni di consumo e servizi mediante gli strumenti
del commercio elettronico.
Aste telematiche permanenti e bandi di gara pubblicati in
rete consentiranno sia alle amministrazioni centrali che a
quelle locali di "stare sul mercato" dei beni e
dei servizi – dalle grandi forniture al materiale di
largo consumo - con gli stessi vantaggi attualmente consentiti
alle aziende privati e ai consumatori.
La formazione
Parte integrante del Piano d’Azione è la formazione
dei pubblici dipendenti all’utilizzo delle nuove tecnologie,
sia per le esigenze di alfabetizzazione che per il perfezionamento.
E’ prevista l’erogazione di 30 ore di corso per
ogni dipendente, per una popolazione iniziale di circa 400.000
dipendenti pubblici.
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a cura della Redazione WEB
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