comune-di_cosenza

icona_area

Musei
Mostre
Teatri
Planetario
Biblioteche
Diffusione libri
Università
Provveditorato agli studi
Scuole
Asili nido
Ludoteche

Centro storico
Turismo
Come arrivare
Mappa della città
Alberghi
Cinema
Ristoranti

webTv

Rubrica Manifestazioni ed eventi

locandina_mostra


DARIO TREVES

comunicato stampa

Le opere

Egle,1933
Ritratto del rabbino Dario Disegni, 1936
Viareggio, 1961
Forio d'Ischia, 1966
Sogni, 1967
Johannesburg. Le miniere d'oro, 1972

Biografia

 


 

Comunicato stampa

DARIO TREVES 1907-1978
GALLERIA NAZIONALE DI COSENZA

1° luglio - 18 settembre 2005

La Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico della Calabria, diretta da Salvatore Abita, in collaborazione con il Comune di Cosenza, inaugura il 1° luglio p.v. la mostra antologica dedicata a Dario Treves (1907 – 1978).
La rassegna, aperta al pubblico dal 2 luglio al 18 settembre 2005, è allestita nelle sale espositive di Palazzo Arnone, prestigiosa sede della Galleria Nazionale di Cosenza.
La scelta dei curatori, Salvatore Abita e Cynthia Burzi, vuole valorizzare l’opera del pittore torinese proponendo una vasta campionatura del suo percorso artistico che denota una ragguardevole molteplicità di ispirazione espressa con varietà di tecniche pittoriche.
A Palazzo Arnone saranno esposte una sessantina di opere di Dario Treves volte a ripercorrere la personale poetica che lo indusse ad indagare, con raffinata sensibilità cromatica, il territorio piemontese, le lagune, i paesaggi liguri, toscani e campani, le vette alpine, specie della Vallée, e ancora gli assolati ambienti mediterranei della Provenza e le suggestive visioni del Sudafrica.
La raccolta include una significativa serie di opere a testimonianza del vivace interesse di Dario Treves per le nature morte di fiori e per la figura, indagata attraverso ritratti e autoritratti.
Allievo del pittore impressionista torinese Giovanni Guarlotti, ha intrapreso un percorso formativo le cui fonti risalgono alla pittura piemontese di Delleani e Pellizza da Volpedo e all’impressionismo francese. Dario Treves fu dapprima vicino al gruppo dei ‘Sei di Torino’ e, successivamente, esule negli Stati Uniti a seguito delle leggi razziali, frequentò artisti come Mane-Katz e intellettuali come Oscar Ghez.
Insignito di riconoscimenti internazionali (Menzione d’Onore al Salon de Paris per ‘Partenza forzata’ del ‘34), Dario Treves fu presente all’Esposizione Universale di Parigi del ‘38.
Espose nel 1944 presso la Lilienfeld Gallery di New York e nel 1945 alla City Gallery di Philadelphia. Rientrato a Torino nel 1947 partecipò nel 1955 alla Quadriennale presso la Promotrice delle Belle Arti di Torino e successivamente fu presente con sue opere a Parigi (Galérie Jean de Ruaz, 1962), Ginevra (Musée de L’Athénée, 1963), Losanna (Galérie Paul Valloton, 1963), Zurigo (Modern Art Centre Max Bollag, 1965), Johannesburg (Gallery 101, 1973), San Gallo (Galleria Ekkehard, 1974) e in diverse città italiane.
Dopo la sua morte, numerose le mostre retrospettive dedicate a Treves: alla Tour Fromage di Aosta ed al Musée Petit Palais di Ginevra nel 1997, alla Pinacoteca del Museo Civico di Asti ed alla Piccola Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino nel 1998 ed ancora in occasione del 25° della scomparsa, all’Archivio di Stato di Torino ed al Museo del Territorio di Biella.
Numerose, ancora, le opere dell’artista esposte in mostre storiche sul Novecento (Palazzo Cuttica di Cassine ad Alessandria, Museo del Risorgimento Vittoriano a Roma, Pieve di Cento, al Museo Borgogna di Vercelli, nell’ambito della rassegna ‘Volti, da Grosso a Casorati’, al Castello San Michele a Cagliari, ‘Da Renoir a Picasso’, nonché a Torino in occasione dell’esposizione a Palazzo Bricherasio, ‘Un secolo d’arte al Petit Palais di Ginevra’). Attualmente una sua opera Il nano è esposta ad Aosta nella mostra Il ritratto interiore curata da Vittorio Sgarbi. Opere di Dario Treves arricchiscono collezioni museali e raccolte private di vari paesi europei.
Spirito indipendente, mai asservito a condizionamenti e mode effimere, Dario Treves non aderì a scuole e movimenti artistici, ma il suo stile, immediatamente riconoscibile grazie ad una personale sintesi pittorica e all’originalità nell’uso dei colori, ne fa un coerente interprete della tradizione artistica torinese, da Delleani a Guarlotti, pur informato alle grandi correnti europee.
Il catalogo, curato da Cynthia Burzi ed edito da Paparo Edizioni - Napoli, comprende schede tecniche, un ricco apparato iconografico e un saggio di Leonardo Passarelli, storico e critico d’arte.
_______________________________________________________________________

Dario Treves 1907 – 1978

Promotore Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed
Etnoantropologico della Calabria

Curatori Salvatore Abita, Cynthia Burzi
In collaborazione con Comune di Cosenza
Assessorato al Patrimonio artistico e culturale

Catalogo Paparo Edizioni, Napoli

Informazioni Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed
Etnoantropologico della Calabria
Tel 0984 795639 - Fax 0984 71246
e - mail: psadcosenza@tiscali.it

Orario 10,00 – 13,00/17,30 – 19,00.
da martedì a domenica (lunedì chiuso)
Ingresso libero

Uffici Stampa Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed
Etnoantropologico della Calabria
Tel 0984 795639 - Fax 0984 71246
e - mail: psadcosenza@tiscali.it
Patrizia Carravetta, Immacolata Dell’Aquila, Belmira De Rango

Comune di Cosenza
Tel 0984 24847- Fax 0984 813355
e – mail: stampa@comune.cosenza.it
Elena Scrivano



dipinto_egle,1933

ritratto_del_rabbino_1936


Biografia
a cura di Giorgio Treves

1907. Dario Treves nasce a Torino il 12 gennaio. Figlio di Emma Cavaglion e Giuseppe Treves, maestro di musica e direttore d’orchestra al Teatro Regio di Torino, inizia negli anni del liceo a frequentare lo studio del pittore Arturo Conterno.
1921-22. Al liceo D’Azeglio è compagno di classe di Cesare Pavese «di cui condivide il carattere schivo e riservato».
1925. Fiera Internazionale di Parigi.
1927. Diventa allievo del noto pittore impressionista Giovanni Guarlotti, nel cui studio incontra Egle Carpano che diventerà poi sua moglie. Pur senza entrare a far parte di correnti e movimenti, partecipa attivamente alla vita culturale della Torino di quegli anni e frequenta intellettuali ed artisti della cerchia di Riccardo Gualino, Felice Casorati, Carlo Levi, Enrico Paulucci, Nicola Galante, Piero Gobetti ecc. Inoltre nasce la sua amicizia con Norberto Bobbio. Per confrontare direttamente quanto succede a Torino con quanto avviene fuori d’Italia, e per ampliare i suoi orizzonti e le sue esperienze, inizia una serie di viaggi e di soggiorni all’estero.
1928. Espone alla Société des Beaux-Arts di Nizza.
1930. È in Francia ed a Parigi.
1931. Espone alla Promotrice delle Belle Arti di Torino e partecipa alle attività collezionistiche degli Amici dell’Arte di Torino.
1932. Espone alla Société des Beaux-Arts di Nizza.
1933. Si reca in Olanda e Danimarca, poi in Norvegia e Svezia. Espone al Salon du Printemps di Parigi.
1934. Rientra in Italia e intanto musei e collezionisti incominciano ad interessarsi al suo lavoro e ad acquisirne le opere. Il primo è il Musée des Beaux-Arts Jules Chéret di Nizza che acquista il quadro Faux-Jour (’33). Riceve la Menzione d’Onore al Salon de Paris per il quadro Partenza Forzata (’34).
1935. Espone alla Foire International di Parigi. È in Russia e in Finlandia.
1936. In Italia a causa del Fascismo la situazione politica si fa sempre più difficile. Sono di questo periodo Il vizio (’36) e Il Rabbino Disegni (’36).
1938. Espone alla Exposition Universelle di Parigi e realizza Il Nano (’38). Vengono promulgate le leggi razziali.
1940. È costretto a lasciare l’Italia e a rifugiarsi con la famiglia negli Stati Uniti. A New York apre una scuola di pittura al 200 West della 57a Strada e frequenta il mecenate e collezionista Oscar Ghez e i pittori Mane-Katz, Jean Scheckler, Donati, Kisling, George Michel, come lui esuli dall’Europa.
1944. Personali alla Lilienfeld Gallery (esclusivista del pittore Vlaminck) di New York e alla Van Diemen Gallery di New York.
1945. Personale alla City Gallery di Philadelfia e a Washington. Appartengono alla produzione del periodo americano Nello Studio (’44), The Backyard (’44) e Autoritratto (’45).
1947. Rientra in Italia, a Torino. La sua pittura, pur mantenendo gli echi di quella francese (Vuillard, Marquet, Vlaminck, Soutine) si fa sempre più cromatica, sintetica e nervosa. I soggetti, e specialmente quelli in studio, perdono il loro carattere di composizione tematica a favore di una ricerca più espressionista e di un approfondimento psicologico. Tra i paesaggi, quelli montani, e particolarmente quelli valdostani, occupano un posto di rilievo.
1949. Personale alla Galleria La Bussola di Torino. Soggiorna e lavora nella valle di Courmayeur.
1950. Soggiorna e lavora nella valle di Cogne.
1951. Da questo anno predilige i paesaggi della valle d’Ayas.
1953. È nuovamente negli Stati Uniti dove soggiorna e lavora a San Francisco e Los Angeles.
1955. È invitato alla Quadriennale della Promotrice delle Belle Arti di Torino.
1956. Personale alla Galleria Fogliato di Torino. È in Messico, Honduras, Guatemala e San Salvador sulle orme delle civiltà precolombiane.
1959. Personale alla Galleria La Bussola di Torino e nascita dell’amicizia con Giorgio Giusti. È invitato a far parte della Promotrice delle Belle Arti di Torino. Riceve il Premio Alfieri. L’Italia e la Francia sono ormai i centri della sua attività pittorica: i paesaggi della Valle d’Aosta, quelli della Liguria, dell’Auvergne e della Camargue, oltre a quelli toscani e astigiani diventano le sue ricorrenti fonti d’ispirazione.
1961. Soggiorno di lavoro ad Amalfi con i pittori Corbelli, Emprin, Fico, Gariazzo, Tomaselli e Vellan.
1962. Visita e soggiorna in Marocco realizzando schizzi e quaderni di viaggio. Personale alla Galérie Jean de Ruaz a Parigi.
1963. Personali al Musée de l’Athénée di Ginevra, alla Galérie Paul Valloton di Losanna e al Museo di Cuneo. Trasferisce il suo studio torinese da corso Stati Uniti 3 a via Viotti 9.
1964. Trascorre un lungo soggiorno in Messico e Honduras sulle orme delle civiltà precolombiane. Personale alla Galleria L’Approdo di Torino.
1965. Espone al Modern Art Centre Max Bollag di Zurigo.
1966. Personale alla Galleria del Corso di Caltanissetta.
1969. Espone al Petit-Palais, Musée d’Art Moderne di Ginevra. Gli ultimi anni ‘60 e gli anni ‘70 sono caratterizzati da una rinnovata irrequietezza e dal bisogno di viaggiare e di conoscere mondi e civiltà diverse: soggiorna in Israele, Egitto, in Kenia, Uganda e soprattutto in Sud Africa.
1971. Personale alla Galleria Caldarese di Bologna.
1973. Personale alla Gallery 101 di Johannesburg.
1974. Personale alla Galleria Ekkehard di San Gallo.
1975. Personali alla Galleria Bad Schinznach di Zurigo ed alla Galleria Pirra di Torino.
1976. Personale ad Asolo, al Convento di San Luigi, sotto il patrocinio della Fondazione Maeght. Viene realizzato il film Dario Treves prodotto dalla Corona Cinematografica e diretto da Giorgio Treves.
1978. Muore a Torino l’8 settembre.

1991. Prima personale postuma allo Galleria d’Arte Studio Le Immagini di Torino.
1997. Mostra retrospettiva Dario Treves: la poesia del vero a cura di Paolo Levi, alla Tour Fromage di Aosta. Personale alla Galleria Maison Fleur, Courmayeur (Aosta). Mostra retrospettiva al Petit-Palais, Musée d’Art Moderne di Ginevra. Presente in Anima e corpo, a cura di Marisa Vescovo, Palazzo Cuttica di Cassine (Alessandria). Presente in Novecento Nudo, Museo del Risorgimento Vittoriano di Roma. Personale alla Galleria Art Point di Aosta.
1998. Mostra retrospettiva alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino. Mostra retrospettiva Dario Treves. Viaggi e paesaggi. 40 anni di pittura. 1930-1970 a cura di Marisa Vescovo, Pinacoteca Civica di Asti.
1999. Personale alla Galérie La Maison de l’Amérique Latine di Montecarlo. Personale alla Galleria Il Platano di Asti. Personale alla Galleria Dantesca Fogola di Torino.
2001. Presente in Da Renoir a Picasso: un secolo d’arte dal Petit-Palais di Ginevra, Palazzo Bricherasio di Torino. Presente in L’Altra Torino: Giovanni Guarlotti e la sua scuola, a cura di Marzio Pinottini, Circolo degli Artisti, Palazzo Graneri della Rocca, Torino. Presente in Dal Divisionismo all’Informale, Palazzo Liceo Saracco e Spazio Ex-Kaimano di Acqui Terme. Presente in Volti da Grosso a Casorati. La pittura piemontese tra ’800 e ’900, a cura di Francesco Poli, Museo Borgogna, Vercelli.
2003. Realizzazione del film Dario Treves (testimonianze di A. Bottello, E. Carpano, E. De Agostini, A. Elkann, C. Ghez, N. Ghez, E. Gribaudo, M. Levi, P. Levi, R. Rampazzi, B. Zancan) prodotto dal Circolo Romano del Cinema Riccardo Napolitano, diretto da Giorgio Treves. Mostra retrospettiva Lo sguardo in viaggio a cura di Marco Vallora all’Archivio di Stato di Torino. Mostra retrospettiva Il corpo e l’ombra nell’opera di Dario Treves. Dipinti e opere su carta dal 1927 al 1978, a cura di Floriano De Santi, Museo del Territorio, Chiostro di San Sebastiano, Biella. Presente in De Caillebotte à Picasso al Musée Jacquemart André di Parigi. Presente in De Caillebotte à Picasso al Palazzo Martinengo di Brescia. Mostre retrospettive, tutte curate da Floriano De Santi, Il corpo e l’ombra nell’opera di Dario Treves. Dipinti e opere su carta dal 1927 al 1978: al Museo Civico Mayer Ross, Sora (Frosinone); alla Galleria Comunale La Catena, Veroli (Frosinone); alla Fondazione U. Mastroianni, Palazzo Boncompagni, Arpino (Frosinone); al Chiostro ex Convento San Francesco, Alatri (Frosinone).
2005. Personale alla Galleria Dantesca Fogola di Torino. Presente in Il ritratto interiore da Lotto a Pirandello a cura di Vittorio Sgarbi al Museo Archeologico di Aosta. Mostra retrospettiva Dario Treves. 1907-1978, a cura di Salvatore Abita e Cynthia Burzi (con un saggio critico di Leonardo Passarelli), Palazzo Arnone, Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico e etnoantropologico per la Calabria, Cosenza (luglio-settembre 2005).

Le opere di Dario Treves figurano in numerosi Musei europei e in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.



dipinto_viareggio_1961

dipinto_forio_ischia,1966

sogni_1967

dipinto_le-miniere_d'oro_1972

inizio pagina


Copyright © 2005 Web Comune di Cosenza.