
Fu in parte bruciato perchè alcuni prigionieri nel 1747 vi appiccarono fuoco e fu restaurato nel 1754. Comunque solo nel 1847 esso può ritenersi compiuto totalmente.
L'edificio, a pianta rettangolare, é costituito da due piani perchè il terzo ove era l'abitazione del Preside della Provincia ed il grande Archivio Generale di Giustizia crollò a causa del terremoto del 1854 e non venne più ricostruito.
Il palazzo presenta all'ingresso un maestoso androne con volta a botte su cui è dipinto un grande affresco con stemma del Reale di Napoli ( 1755 ).
L'edificio è sede della Galleria nazionale della Soprintendenza ai Monumenti della Calabria.
La galleria espone in permanenza 35 opere della Soprintendenza.
Le più antiche sono quelle in comodato alla Diocesi: la Staurotec, croce
reliquiaria in oro donata, secondo la tradizione, da Federico II al Duomo di
Cosenza; l'icona della Madonna del Pilerio, nonché dipinti cinquecenteschi
di Pietro Negroni e di Marco Pino.
La pittura del '700 è invece rappresentata dai dipinti di Mattia Preti
e Luca Giordano. Di Mattia Preti sono presentate le due grandiose tele con le
Fatiche di Ercole, l'affascinante Corred (Rebecca che nasconde gli idoli) e
la Sofonisba, opera con molta probabilità proveniente dalla Collezione
Ruffo (la più importante collezione seicentesca della Calabria, ora dispersa).
Di Luca Giordano la Veduta con rovine classiche e figure e la splendida Jezabel
dilaniata dai cani capolavoro indiscusso della maturità.
La Galleria raccoglie anche i dipinti di Dirk van Baburen, Pacecco de Rosa,
Carlo Maratta, Sebastiano Conca, Corrado Giaquinto.