Palazzo Arnone

 

Orario di apertura


Questo grandissimo edificio fu eretto a spese del tesoriere Bartolo Arnone ai primi del XVI secolo. Più tardi, nel 1558 fu venduto al Demanio e vi si stabilirono le carceri.

Fu in parte bruciato perchè alcuni prigionieri nel 1747 vi appiccarono fuoco e fu restaurato nel 1754. Comunque solo nel 1847 esso può ritenersi compiuto totalmente.

L'edificio, a pianta rettangolare, é costituito da due piani perchè il terzo ove era l'abitazione del Preside della Provincia ed il grande Archivio Generale di Giustizia crollò a causa del terremoto del 1854 e non venne più ricostruito.

Il palazzo presenta all'ingresso un maestoso androne con volta a botte su cui è dipinto un grande affresco con stemma del Reale di Napoli ( 1755 ).

L'edificio è sede della Galleria nazionale della Soprintendenza ai Monumenti della Calabria.

  La galleria espone in permanenza 35 opere della Soprintendenza.
Le più antiche sono quelle in comodato alla Diocesi: la Staurotec, croce reliquiaria in oro donata, secondo la tradizione, da Federico II al Duomo di Cosenza; l'icona della Madonna del Pilerio, nonché dipinti cinquecenteschi di Pietro Negroni e di Marco Pino.
La pittura del '700 è invece rappresentata dai dipinti di Mattia Preti e Luca Giordano. Di Mattia Preti sono presentate le due grandiose tele con le Fatiche di Ercole, l'affascinante Corred (Rebecca che nasconde gli idoli) e la Sofonisba, opera con molta probabilità proveniente dalla Collezione Ruffo (la più importante collezione seicentesca della Calabria, ora dispersa).
Di Luca Giordano la Veduta con rovine classiche e figure e la splendida Jezabel dilaniata dai cani capolavoro indiscusso della maturità.
La Galleria raccoglie anche i dipinti di Dirk van Baburen, Pacecco de Rosa, Carlo Maratta, Sebastiano Conca, Corrado Giaquinto.


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