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Il Consiglio comunale approva l'assestamento e la salvaguardia degli equilibri di bilancio

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Il Consiglio comunale approva l'assestamento e la salvaguardia degli equilibri di bilancio
foto consiglio comunale
06-08-2019

Con 15 voti a favore, compreso quello del Sindaco Mario Occhiuto, e cinque contrari (Marco Ambrogio, Luca Morrone, Davide Bruno, Massimo Lo Gullo e Pasquale Sconosciuto) il Consiglio comunale, presieduto da Pierluigi Caputo, ha approvato le variazioni al bilancio 2019-2021 di assestamento generale e la salvaguardia degli equilibri di bilancio.
L'assemblea di Palazzo dei Bruzi ha approvato anche il Documento Unico di Programmazione, ai sensi del TUEL 267 del 2000 e successive modificazioni ed ha preso atto della delibera della Corte dei Conti- Sezione regionale di controllo per la Calabria n.106 del 2019.
Il Consiglio ha, infine, dato il via libera anche al regolamento concernente la trasformazione in proprietà delle aree concesse in diritto di superficie e rimozione dei vincoli e delle limitazioni di godimento su alcune aree concesse in diritto di proprietà ed ha approvato lo schema di convenzione relativo alla costituzione del diritto di superficie a favore della Parrocchia di Cristo Re su un terreno di proprietà comunale.
In apertura di seduta, con un'inversione dell'ordine del giorno chiesta dal consigliere Gisberto Spadafora ed accolta dall'assemblea, è stato approvato all'unanimità, prima di passare alla trattazione delle pratiche di bilancio, il regolamento per la disciplina dell'impianto di videosorveglianza comunale.
Le pratiche di bilancio sono passate con il voto favorevole dei consiglieri Gaetano Cairo, Pierluigi Caputo (Presidente del Consiglio comunale), Piercarlo Chiappetta, Francesco Cito, Giuseppe D'Ippolito, Maria Teresa De Marco, Alessandra De Rosa, Andrea Falbo, Fabio Falcone, Luca Gervasi, Vincenzo Granata, Anna Rugiero, Carmelo Salerno e Gisberto Spadafora.
Hanno fatto pervenire giustificazione in segreteria generale Giovanni Cipparrone, Anna Fabiano, Francesca Malizia, Bianca Rende e Francesco Spadafora.
La discussione sulle pratiche di bilancio è stata aperta dalla relazione del dirigente del settore Giuseppe Nardi che ha specificato come “quanto sottoposto all'attenzione del Consiglio comunale inerisce alla salvaguardia degli equilibri di bilancio di cui all'art.193 del Testo unico degli enti locali e alle variazioni di bilancio di assestamento generale di cui all'articolo 175 comma 8 dello stesso testo unico e ciò in quanto – ha spiegato Nardi – con periodicità stabilita dal regolamento di contabilità dell'Ente e comunque entro il 31 luglio di ogni anno, si deve dar atto della verifica degli equilibri di bilancio anche attraverso eventuali correttivi.
In ordine alla necessità di garantire l'equilibrio di bilancio – ha detto ancora Nardi – le variazioni apportate seguono appunto quanto previsto dal comma 3 dell'art.193 del Tuel. Nello specifico – ha spiegato inoltre il dirigente del settore bilancio – si dà atto che le variazioni del bilancio di previsione 2019-2021 determinano un disavanzo (sul 2019) pari ad euro 11 milioni 545.322 derivante dall'accantonamento per passività potenziali al relativo fondo in ordine al contenzioso in essere per come verificato dallo staff avvocatura del Comune. Tale disavanzo troverà copertura nell'esercizio corrente per 2 milioni 053.187 e per la rimanente somma di 9 milioni 492.135, 4 milioni 682.591 nel 2020 e 4 milioni 809.544 nel 2021.
La manovra, le cui dinamiche seguono quanto richiesto nella delibera n.66 della Corte dei Conti - ha aggiunto ancora Giuseppe Nardi – trova nel suo complesso le coperture nel triennio 2019/2021 attraverso: fondi già previsti nel bilancio 2019 per 9 milioni di euro, incrementi di entrata e riduzioni di spesa, nonché accensione di mutui per finanziare i debiti fuori bilancio parte capitale”.
Nardi ha poi evidenziato “il parere di congruità, rilasciato con verbale n.15 dell'8 aprile 2019, rispetto alle previsioni di entrata e di spesa corrente, già espresso dall’Organo di revisione sul bilancio di previsione 2019-2021 approvato dal Consiglio comunale con deliberazione n. 12 del 15 aprile 2019 che ha infatti verificato la coerenza interna, la congruità e l’attendibilità contabile delle previsioni di bilancio. Tutto ciò al fine di evidenziare che, relativamente all’esercizio corrente, non si ravvisano variazioni significative rispetto agli equilibri di cui al documento di bilancio di previsione 2019-2021. Vuol dire che i revisori nell’esprimere il loro parere favorevole per il periodo 2019/20121 hanno attestato la coerenza anche con riferimento all’annualità 2019. Quanto indicato nella manovra per il 2019 era già oggetto di previsione nel documento contabile 2019/2021 sul quale i revisori hanno espresso parere favorevole invitando, inoltre, l'Amministrazione a completare la ricognizione dei debiti fuori bilancio e ad individuare le coperture.
In particolare per il 2020/2021 con riferimento alle entrate, si registrano previsioni di incremento in riferimento al Piano finanziario Tari, alle sanzioni per violazioni del Codice della strada e per il recupero dell'evasione fiscale. Per quest'ultimo aspetto – ha detto ancora Nardi – si evidenzia un incremento dell'attività della società di riscossione Municipia con un assoluto recupero in ordine a tutte le azioni esecutive (come pignoramenti, ingiunzioni, ecc.) per un totale di 18 milioni di euro, con un evidente impatto positivo sulla cassa.
Con riferimento alla spesa si registrano previsioni di riduzione sul personale di circa il 25% per il 2020/2021 e per quanto riguarda le somme destinate a rateizzazioni confluite nei debiti fuori bilancio (circa 3 milioni di euro).
Per quanto concerne il rispetto del comma 6 dell'art.162 TUEL si evidenzia, inoltre, per come anche espresso dal collegio dei revisori, che le variazioni appostate garantiscono gli equilibri di parte corrente e di parte capitale”.
Con riferimento ai crediti vantati dalla Regione sul debito idrico, riferito agli anni compresi tra il 1981 ed il 2004, Nardi ha confermato l'iscrizione a ruolo del giudizio tendente all'accertamento negativo del credito vantato dalla Regione Calabria, precisando, inoltre che la Regione non ha mai, negli anni, notificato alcuna ingiunzione. Sui crediti vantati, viceversa, dal Comune nei confronti dell'Ente Regione, Nardi ha poi confermato il valore iscritto nei bilanci comunali e riportato tra i residui attivi. Anche su questo non è stata registrata alcuna contestazione formale da parte della Regione. “Si consegna al Consiglio comunale – ha concluso Nardi - una manovra di assestamento di bilancio che di fatto rispetta quanto previsto dall’art.163 TUEL e nella quale si delineano tutti gli elementi oggetto di indicazione della Corte dei Conti. Il parere dei revisori dei conti attesta la correttezza tecnico-contabile della manovra, pur esprimendo un parere non favorevole esclusivamente in ordine agli obiettivi che l’ente si è posto e che l'organismo di revisione reputa ambiziosi”.
Prima delle dichiarazioni di voto dei gruppi consiliari sulle pratiche di bilancio e al termine del dibattito (del quale riferiamo in basso) è intervenuto il Sindaco Mario Occhiuto che ha subito letto in apertura la delibera n.97 del 6 luglio 2012 con la quale la Corte dei Conti, al termine delle attività istruttorie svolte attestava già allora le gravi irregolarità e/o criticità nella gestione del Comune per il superamento di 4 parametri su 10. Con quella decisione la Corte dei Conti indicava, già nel 2012, “necessarie misure correttive” rivolgendo all'Amministrazione un invito a dichiarare il dissesto.
“Questa delibera – ha detto il Sindaco in apertura di intervento - è del 2012 e l'abbiamo ricevuta appena ci siamo insediati. Non abbiamo mai fatto riferimento a queste delibere se non per difenderci. Avevamo davanti due strade: dichiarare il dissesto o aprire la procedura del predissesto. Abbiamo scelto quest'ultima – ha aggiunto Occhiuto - e siamo stati il secondo Comune in Italia dopo Catania ad adottarla. Ancora oggi siamo costretti ad approvare manovre per coprire i debiti ereditati da tanti anni di cattiva gestione. I dati evidenziano chiaramente – ha aggiunto Occhiuto – come la mole debitoria del Comune è stata notevolmente ridotta in questi ultimi sette anni. Basta analizzare i rendiconti di bilancio per verificare come i residui passivi (ossia i debiti) siano passati da 376 milioni del 2011 a 123 del 2018. Anche parificando gli stati patrimoniali adeguando quello del 2011 ai nuovi criteri con i quali è stato redatto quello del 2018, si registra una riduzione di circa 60 milioni di euro.
Al nostro arrivo– ha aggiunto il Sindaco – abbiamo trovato una massa enorme di debiti e una situazione di squilibrio finanziario. Optammo per la scelta del predissesto o dissesto guidato. Non si tratta del problema di dover ricercare le colpe ad ogni costo, ma solo di ristabilire la verità e fare il massimo per la città. Abbiamo ridotto il numero dei dipendenti (oggi sono circa 500) ed anche quello dei dirigenti. E' chiaro che un Comune che ha un carico di spesa fisso per il personale, se non ci sono entrate corrispondenti, va inevitabilmente incontro allo squilibrio tra entrate ed uscite.
Noi, di contro, abbiamo, invece, dato servizi ai cittadini e sono anche più qualificati. Non scopriamo ora che Cosenza vive sul baratro del dissesto. Lo diceva già la delibera 97 del 2012 della Corte dei Conti. Ancora oggi siamo costretti a rimediare al deficit e alla cattiva gestione precedente e a ripianare i debiti del passato (32 milioni)”. Sui presunti crediti vantati dalla Regione (20 milioni) Occhiuto dice che “non li abbiamo inseriti in bilancio perché prescritti; la Corte dei conti li considera con il dubbio. E comunque si tratta di debiti del passato”. Un particolare ringraziamento il Sindaco lo ha rivolto al Dirigente del settore Bilancio Giuseppe Nardi che ha lavorato a stretto contatto di gomito con l'ex assessore Vigna, oggi consulente dello stesso Sindaco. Un ringraziamento è stato rivolto da Occhiuto anche al dott.Antonio Molinari, suo capo di gabinetto: “alla sua esperienza mi sono affidato per fare verifiche sui numeri”. Rispetto alle spese, abbiamo indicato degli obiettivi e li abbiamo superati. E' stata aumentata la mole di accertamenti sulle entrate. Avevamo 320 milioni di accertamento, ne abbiamo fatti 350. Non ci è stata d'aiuto la diffusa evasione. I cittadini hanno pagato di meno rispetto alle nostre aspettative. Molti cittadini non hanno pagato. In ogni caso registriamo un incremento nelle entrate del 12%.
Non abbiamo aumentato le entrate secondo le aspettative. Anche qui, però, si è verificato qualcosa di strano – afferma il Sindaco. Non sono un complottista – dice. In genere mi fido delle persone. Ma in passato c'è stato sempre chi ha tentato di bloccare i lavori in cui eravamo impegnati. Ci hanno denunciato su ogni cosa, persino per i lavori della Fontana di Giugno. Scegliendo la strada del predissesto abbiamo fatto la scelta più responsabile, altrimenti, ad esempio, le cooperative sarebbero state annullate, perché non avevano il contratto. Per amministrare la città ci vuole coraggio. Ci sono consiglieri comunali che non sono venuti non solo oggi, ma anche in passato, perché hanno paura. Ci vuole coraggio anche quando si tratta di assumere decisioni impopolari. Qualsiasi scelta si faccia, se viene fatta per il bene della città, trova sempre qualcuno che è contro quella scelta. Io in commissione bilancio sono andato, ma i consiglieri di minoranza che pure erano presenti in commissione, oggi non sono venuti. Sono stato sempre disponibile, ed è strano che qualcuno possa dire che il Sindaco non è disponibile. I cittadini del futuro vedranno le opere che sono state realizzate, ma i consiglieri che oggi non sono venuti in aula non li ricorderà nessuno. E’ incredibile che qualche consigliere prima dichiara di voler sfiduciare il Sindaco e poi manda una giustificazione per motivi di famiglia. Ci vuole coraggio. Il consigliere comunale è chiamato a venire in aula. Spero che i cittadini ricordino chi è venuto e chi non è venuto ed è andato solo nelle conferenze stampa. Per quanto riguarda la manovra, non cambierà nulla per i cittadini. Nessun commissario si sostituirà alla gestione ordinaria del Comune. Spero di portare a compimento il riequilibrio finanziario in 10 anni. Nel 2014 avemmo ragione, spero che per coerenza questa azione possa essere portata a compimento. Ci sono le condizioni per guardare al futuro, dopo aver realizzato opere pubbliche che sono entrate nel patrimonio della città. Non abbiamo creato la città perfetta, però possiamo dire che ci siamo impegnati e in otto anni siamo riusciti a migliorarla”.

IL DIBATTITO

La discussione sulle pratiche di bilancio è stata aperta dal consigliere Giuseppe D'Ippolito, Presidente della commissione consiliare bilancio, che dopo aver formulato gli auguri, per il recente matrimonio, al collega Francesco Spadafora (assente perché in viaggio di nozze) ha sottolineato che “mai come in questa occasione il lavoro della commissione bilancio è stato puntuale, con la presenza del Sindaco ieri. E' evidente – ha aggiunto D'Ippolito - che quest’aula sarà chiamata a votare una pratica apparentemente complessa”, rinviando il suo ragionamento politico e giuridico in sede di dichiarazioni di voto.
Subito dopo è intervenuto il consigliere comunale Carmelo Salerno: “Ho sempre detto -ha premesso – che quando si discute di pratiche di bilancio, prediligo fare interventi di natura tecnica, perché gli effetti delle stesse pratiche si riverberano immediatamente sulla comunità. Oggi ero indeciso se intervenire, perché quando manca la minoranza è come se il dibattito non decollasse. Ho redatto, insieme ai colleghi Andrea Falbo e Vincenzo Granata, un documento che ho consegnato al Consiglio e mi dispiace che non ci sia la minoranza, perché sarebbe stato necessario il confronto. Forse chiedo troppo, ma su temi come questi non si fanno conferenze stampa, ma è proprio il confronto che andrebbe privilegiato”. Dopodiché Salerno dà lettura del documento.
I tre firmatari (Salerno, Falbo e Granata) nel documento fanno una premessa nella quale scrivono: “considerato che i revisori dei conti nella propria relazione attestano che la manovra rispetta l'articolo 193 del TUEL, ma esprimono parere non favorevole in quanto la manovra stessa appare ottimistica in ordine alla dimensione complessiva; considerato, altresì che il medesimo parere, nell'esprimere dubbi sulla dimensione della manovra, richiama la delibera della Corte dei Conti n.106 del 17 luglio scorso; rilevato che i punti di criticità messi in evidenza nel parere dei revisori quasi coincidono con quelli espressi nella deliberazione della Corte dei conti (incapacità di recupero sui residui attivi, non incremento dei tributi, mancanza di azioni contro l'evasione fiscale, mancato realizzo dalla vendita di immobili, accumulo dei debiti fuori bilancio, presunto aumento della spesa corrente, disavanzo della partecipata, incertezza su alcune posizioni creditorie e debitorie (tra Comune e Regione); rilevato che nella manovra sono indicati indirizzi politici condivisibili da parte dei consiglieri, sia in relazione all'ulteriore contenimento della spesa che con riferimento all'aumento delle entrate; osservato che la realizzazione degli obiettivi fissati nella manovra rientra nella responsabilità dei dirigenti competenti che, tra l'altro, esprimendo parere favorevole sulla proposta di delibera, assumono anche la responsabilità in relazione alla concreta realizzazione degli obiettivi e degli indirizzi politici contenuti in delibera; considerato, tuttavia, che alcuni atti gestionali (propri dei dirigenti e della giunta) unitamente ad un'azione di controllo puntuale del Consiglio comunale sulle materie rientranti nella propria sfera di competenza (quali, ad esempio, i debiti fuori bilancio) possono apportare notevoli benefici al bilancio, comunale; tanto premesso, i tre consiglieri (Salerno, Falbo e Granata) chiedono:
a) di essere informati periodicamente sull'avvio e/o lo stato della causa che l'organo esecutivo deciderà di avviare nei confronti della Regione per accertare l'esistenza del credito e nei confronti della Regione (Sorical) per accertare l'insistenza del credito;
b) di essere informati periodicamente (e a cadenza almeno trimestrale) sull'andamento degli incassi di Municipia, al fine di verificare l'effettivo innalzamento della riscossione, già a partire dal secondo semestre del 2019;
c) di essere informati sullo stato di attuazione della procedura di recupero delle somme erogate con determina n.2061 del 2017 nei confronti di Amaco.
Tra le altre considerazioni espresse nel documento dai consiglieri Salerno, Falbo e Granata c'è inoltre quella relativa, “anche alla luce del mancato rispetto delle cadenze temporali e delle peculiari modalità in cui sono emersi i debiti fuori bilancio, alla necessità dell'adozione di un orientamento rigoroso che, fatta salva l'ipotesi di valutare per ogni singola posizione la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento, porti alla loro riduzione del 40%”.
Infine i tre consiglieri hanno chiesto, “stante l'enorme mole di pratiche da esaminare, la nomina di una commissione speciale (anche permanente) per la valutazione dei debiti fuori bilancio, commissione che si dovrà attenere ai criteri di rigore prospettati”.
“Questo documento – ha aggiunto il consigliere Salerno in chiusura d'intervento – lo avrei voluto condividere con altri consiglieri. Ora chiedo che divenga parte integrante della delibera del Consiglio comunale. Dovrà rappresentare la bussola dei prossimi consigli comunali”.
Il documento presentato dai consiglieri Salerno, Falbo e Granata è stato contestato dal consigliere Gisberto Spadafora, “nella forma e non nella sostanza”. “Poiché siamo amministratori responsabili – ha aggiunto Spadafora – lo sottoscrivo e lo condivido, ma l'unica cosa che contesto è il metodo. Ne avremmo potuto parlare”. Poi Spadafora ha dato spazio ad alcune considerazioni di carattere politico. “Ieri in commissione bilancio il Sindaco è venuto per illustrare i temi della manovra e due consiglieri di minoranza, con un coup de theatre, hanno abbandonato l’aula dopo i loro interventi. Tutto questo senza sottoporsi al confronto. Hanno avuto l’opportunità, ma hanno preferito solo fare dichiarazioni. E’ oggettivo che questa amministrazione ha avuto una pesante eredità di debiti. Con il predissesto si è rimboccata le mani, ma non ha fermato la crescita della città. Ora la nostra città – ha aggiunto Gisberto Spadafora - è completamente diversa. Il nostro senso di responsabilità non viene dimostrato da parte dei consiglieri di minoranza. Ogni qual volta c'era all'attenzione del Consiglio una pratica importante, come oggi, l’opposizione era irresponsabilmente assente. L’ultimo consiglio aveva ad oggetto l’approvazione di debiti fuori bilancio derivanti da sentenze. Si è obbligati ad approvarli, ce lo dice la legge. Non capisco perché l’opposizione, anche in quel caso, ha posto un quesito al Prefetto che non c’era bisogno di porre. Non c’era bisogno di scomodare il Prefetto. E' prevalso l'atteggiamento di voler instillare la falsa credenza nei cittadini che fare causa al Comune non serve.
C'è dunque, da parte loro, o uno stato confusionale o la mala fede. Insieme alla volontà di dare una spinta verso lo scioglimento, l’atto più irresponsabile che si possa mettere in atto. Noi siamo amministratori responsabili e lo abbiamo approvato.
Ai consiglieri assenti oggi rivolgo questa domanda: avete più a cuore le sorti di Cosenza e i cosentini o le vostre aspirazioni politiche? Noi abbiamo a cuore le sorti di Cosenza e dei cosentini”.
Subito dopo è intervenuto il consigliere comunale Marco Ambrogio che ha preliminarmente dato il benvenuto ai nuovi dirigenti presenti in aula, così come ha formulato gli auguri al dirigente Giuseppe Bruno fresco di nomina a Comandante della Polizia Municipale. Poi è passato alle sue considerazioni sulle pratiche di bilancio all'ordine del giorno. “E' la pratica più importante da 8 anni a questa parte – ha esordito Ambrogio - La città ci osserva. In questi giorni si è generata una discussione per strada, nei bar, sui social. Lancio un monito ai miei colleghi che hanno deciso di stare altrove. Bisogna litigare qui, non lanciare il sasso e ritirare la mano. I consiglieri vengono scelti dal popolo per rappresentare le persone che li eleggono. La minoranza ha un ruolo di controllo e di proposta. Ma oggi il tema è anche un altro, bisogna parlare alla città di presente, ma anche di futuro. Evitiamo lo scaricabarile e parliamo di futuro della città, come la vogliamo, come la immaginiamo. Non saremmo onesti se non riconoscessimo ciò che gli investimenti, materiali ed immateriali, dell'Amministrazione hanno prodotto.
Il turismo, la movida, la cultura, una nuova economia hanno reso la città certamente più attrattiva. Sui social abbiamo sentito tante cose giuste, ma anche delle inesattezze. Si mescolano le carte per pescare nel torbido. Non serve questo alla città, alla città serve altro. C’è una bocciatura della Corte dei Conti che già c’era e che si era capovolta in sede romana. Ma c’è un elemento di novità: il parere dei revisori che non poteva non essere contrario. Chi è chiamato ad amministrare – ha proseguito Ambrogio - è chiamato ad assumersi le responsabilità. Se fossi il Sindaco, avrei dichiarato il dissesto. Oggi per fortuna le cooperative sono contrattualizzate. Per la città non cambierebbe nulla anche perché le aliquote sono già al massimo dalla fase di predissesto. La città subirà dei tagli lineari, da qui a qualche mese avremo, ad esempio, un milione e cento in meno per l’edilizia scolastica. E’ bene oggi dirle queste cose alla città. I bilanci sono sempre politici. Il Sindaco fra qualche mese non sarà più Sindaco. I sindaci passano, le città rimangono. Noi non vogliamo sottrarci al dibattito”.
Nel corso della discussione è intervenuto anche il consigliere Vincenzo Granata che ha subito espresso apprezzamento per la relazione del dirigente del settore bilancio Giuseppe Nardi, condividendola in pieno, così come ha condiviso la delibera con la quale ieri la giunta ha emendato le variazioni di bilancio.
Granata ha espresso gratitudine al Sindaco Occhiuto per aver partecipato ieri alla seduta della Commissione bilancio, ma ha stigmatizzato il comportamento di quei consiglieri che, sempre ieri, hanno abbandonato la riunione.
Ha poi smentito decisamente di non essere mai stato in lizza nell'azienda idrica Calabria dalla quale Cosenza è stata esclusa, a fronte di 40 delegati. Poi ha rivolto le sue critiche al deputato del Movimento Cinque Stelle, Alessandro Melicchio, che nei giorni scorsi aveva chiesto l’intervento del Governo e del Ministero dell’ambiente sul problema della depurazione delle acque in capo al Consorzio Valle Crati, chiedendone il commissariamento. “Dispiace tantissimo – ha detto Granata nel suo intervento - che un deputato parli di commissariamento. Questo deputato – ha aggiunto Granata - dovrebbe frequentare un po’ di scuola di pubblica amministrazione. La Depurazione è già commissariata. Ora vorrebbe commissariare il commissario?”. Tornando ai temi oggetto della discussione in Consiglio Granata ha poi preannunciato il suo voto favorevole.
Il consigliere Piercarlo Chiappetta, nell'intervento successivo, ha esordito sottolineando che “la politica fa parte della vita, ma non è la vita. Attraverso una buona politica si può innalzare i livelli di vita”. Poi ha indirizzato critiche aperte ai consiglieri di minoranza assenti. “Non si può disertare l’aula in maniera irresponsabile – ha detto Chiappetta – Con questo comportamento hanno voluto sfiduciare la propria persona e il ruolo importante di consigliere comunale. Anche io mi sarei aspettato ingenuamente un altro comportamento. Non solo la loro presenza, ma credevo ingenuamente che li avremmo trovati al nostro fianco per mettere una pezza alle malefatte compiute in passato e che hanno determinato questa situazione. Oggi si presentano con il viso angelico, quasi sacro; nella commissione di ieri con una toccata e fuga sgarbata, ci hanno chiesto di amare la nostra città, come se noi non l’avessimo mai fatto, al contrario di loro. Hanno tradito i loro elettori e abdicato al loro ruolo. Ho avuto sempre una straordinaria passione per la politica e con gli occhi da bambino immaginavo la politica come un luogo fantastico. Crescendo, mi sono reso conto che le cose non stavano proprio così. Non esistono supereroi, mi sono reso conto che ci sono politici capaci, coraggiosi, onesti che possono essere paragonati a supereroi, lo dico senza piaggeria. Quando abbiamo pensato di candidarci alla guida della città sapevamo che c’era una città ripiegata su se stessa. Nel 2010 la città era distrutta, non si era realizzato nulla e il Comune aveva 170 milioni di euro di debiti. Ci siamo rimboccati le maniche, restituendo orgoglio e spirito di appartenenza, ridando dignità ai cosentini. Cosenza, in poco tempo, si è affermata tra le prime cinque città più vivibili in Italia. Abbiamo costruito piazze dove si incontrano le persone. Abbiamo restituito anche l’orgoglio di tifare per una squadra di calcio. Ogni sei mesi abbiamo mandato alla Corte dei conti il rendiconto dell’andamento del piano di riequilibrio. Mai un monito, un richiamo. Oggi, a quattro mesi dal voto, ci viene riproposta la dichiarazione di dissesto. A queste offensive siamo abituati a reagire, anzi abbiamo sviluppato una corazza. Ciò che stupisce è l’atteggiamento avuto dai revisori dei conti. Sono stati superficiali ieri quando hanno dato parere favorevole oppure oggi quando hanno espresso un parere non favorevole? Io interpreto il loro modo di scrivere come parere assolutamente favorevole. O non l’hanno saputo scrivere o erano poco sereni. Chi poteva pensare che un professionista che fa parte di un collegio dei revisori, lavora anche in un’agenzia regionale? Esprimo dei dubbi sulla sua compatibilità, quando va a giudicare il credito vantato verso la Regione o il contenzioso sulle acque”.
Subito dopo, l'intervento del consigliere Giuseppe D'Ippolito, Presidente della commissione bilancio. “Le pratiche di bilancio – ha detto - sono tecniche e politiche. Siamo chiamati a confrontarci sull’immagine della città presente, passata e futura. Non sfugge al Consiglio la presa d’atto alla delibera della Corte dei Conti. Rispettiamo il lavoro della magistratura contabile e ne prendiamo atto. Siamo in una fase di attesa nella quale non possiamo non garantire la continuità amministrativa alla città, dando risposte a chi spaventa la città e si augura una crisi amministrativa. Sarebbe più giusto – ha affermato D'Ippolito - avere un dialogo maggiore tra giunta e consiglio e ascoltare di più i consiglieri. Convinto che insieme possiamo far ascoltare la nostra voce anche in quelle occasioni in cui non è stata ascoltata. A chi ci ha invitato ad andare all’opposizione dimostriamo che siamo ancora qui. Il cambio di passo che chiediamo è questo: riordinare le idee, scegliere le priorità e stare dalla parte della città. E’ l’ultima occasione per recuperare quello spirito di servizio che ha contraddistinto l’operato dell’Amministrazione”. Poi D'Ippolito ha aggiunto una serie di riflessioni tecniche: “tutti hanno citato il parere dei revisori. A seguito del parere, c'è stata una nota del dirigente Nardi che ho già chiesto venga inviata ai revisori. Ora dobbiamo chiedere con forza all’aula di accelerare con il processo dei presunti debiti fuori bilancio. Chiediamo tempi brevi per evitare che qualcuno speculi, come ha già fatto, con quella che poteva essere la responsabilità. Non c’è alcun motivo perché il Consiglio non deliberi. Non ci sono numeri nascosti nelle pieghe di bilancio. Non ci sono variazioni rilevanti. Le contrazioni di spesa avranno riferimento agli anni futuri per le maggiori entrate e per le economie di spesa che saranno realizzate” E ha preannunciato voto favorevole “per senso di responsabilità e coerenza nei confronti della città”.
Nella fase delle dichiarazioni di voto è intervenuto il consigliere Luca Morrone che ha preannunciato il suo voto contrario, “pur ricordando il suo ruolo di consigliere comunale, vicino alle posizioni del Sindaco, giammai allineato alla componente del Pd e ai consiglieri oggi non in aula. E a questo proposito Morrone ha avanzato la proposta di modificare la normativa e di prevedere, se il Consigliere non si presenta in aula quando si votano pratiche di bilancio, la decadenza immediata.
“Appare anche strano – ha aggiunto Luca Morrone - come la Corte dei Conti e i revisori abbiano cambiato atteggiamento. Il parere dei revisori è – ad avviso di Morrone -condizionato da quest’atto della Corte dei Conti. L'alternanza poi dei comportamenti tra la corte regionale e quelle riunite fa capire – ha aggiunto - che c’è anche molta politica dietro l’approvazione di un bilancio. Il rischio che non si possa arrivare a ripianare è condivisibile. Nulla di strano se a settembre la Corte ci inviterà a votare il dissesto. Ritengo grave, però, che i revisori che rappresentano un organismo di tutela dei consiglieri comunali abbiano questo genere di atteggiamento. Condivido che la maggioranza faccia fronte comune e auspico anche che, attraverso l’intervento del governo si dia qualche strumento per evitare il dissesto. Il dissesto, comunque, non sarebbe un bene per i cittadini. Va dato merito al Sindaco di aver realizzato tante opere nonostante il predissesto”.
Nel preannunciare anche lui voto contrario alla manovra di bilancio, il consigliere Massimo Lo Gullo ha sottolineato che “non ho fatto nulla di eccezionale se sono qui. E’ il ruolo che mi ha assegnato la città. Questa era la sede giusta. Gli assenti hanno avuto torto. Bisogna far prevalere il senso di responsabilità nei confronti della città”.
La consigliera Alessandra De Rosa ha prima rivolto al dirigente Nardi un plauso per l'esaustiva relazione, poi ha preannunciato foto favorevole “per il Sindaco, ma anche per la nostra città”.
Un plauso al Sindaco è stato poi rivolto dalla consigliera comunale Maria Teresa De Marco. “Non avremmo potuto avere un Sindaco migliore, senza se e senza me. La manovra risponde ai requisiti di legge”. Ed ha preannunciato voto favorevole.
Il consigliere Andrea Falbo ha nell'intervento successivo rivolto un ringraziamento anche ai revisori e a tutti i consiglieri presenti, “al di là dell’appartenenza politica, per il contributo dato negli interventi. Oggi hanno mostrato di avere etica nella politica, una parola che, purtroppo, non si usa più. Hanno mostrato coraggio perché ci vuole coraggio nel contrastare una classe politica ormai obsoleta che ha creato lo stesso clima di quando nel 2016 si determinò lo scioglimento del Consiglio attraverso il voto di 17 consiglieri. Oggi, invece, il clima era disteso, i consiglieri sereni, consapevoli del lavoro svolto dal direttore di ragioneria per aver operato con dedizione e consapevolezza della relazione dei revisori, obbligatoria, ma non vincolante. La salvaguardia degli equilibri dà il risultato politico dell’Amministrazione. E’ andata male a quella classe politica che ha cercato di creare un clima disfattista. Abbiamo dato un contributo di qualità e sostanza”.
Unico punto all'ordine del giorno che è stato rinviato, la discussione concernente la “Questione relativa alla richiesta di canoni di locazione pregressi a famiglie abitanti in alloggi di proprietà comunale, nonché la verifica di avvisi di accertamento (IMU, TARSU, ACQUA) che vengono notificati nelle case dei cosentini”, per l'assenza del primo firmatario della richiesta, il consigliere Damiano Covelli.


























 

Autore: Giuseppe Di Donna

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Data: 24-11-2018
Luogo: TEN Extra (canale 607)
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